NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Cookies policy

Accesso Utenti

Top Panel
Mercoledì, 22 Novembre 2017

La straordinaria condizione di siccità di questa estate ha portato con sé diversi aspetti, alcuni dei quali mai osservati in precedenza. E’ il ...
Leggi tutto
Da pochi giorni si è concluso il quinto stage di speleologia e chi meglio dei giovani allievi poteva descrivere meglio l'esperienza? Ecco di seguito ...
Leggi tutto
Il Gruppo Speleologico Lunense organizza sotto l'egida della Scuona Nazionale di Speleologia CAI il quarto stage di avvicinamento alla speleologia, ...
Leggi tutto
...Alessandro Gogna ha vissuto lo spirito e la pratica di entrambi questi momenti: <da che mondo è mondo ci sono stati tempi nuovi e sempre ci ...
Leggi tutto
Ero ancora in mezzo al mare per lavoro quando Gigi mi chiamò per questo nuova avventura. Croazia, la terra dei Balcani dove tra bianche spiagge ...
Leggi tutto
Il Gruppo Speleologico Lunense organizza sotto l'egida della Scuona Nazionale di Speleologia CAI il quarto stage di avvicinamento alla speleologia, ...
Leggi tutto
Cosa fare in caso di incidente in grotta, montagna, o in un semplice sentiero? Come aiutare un amico in difficoltà in attesa dell’arrivo dei ...
Leggi tutto
Lo scorso autunno una nutrita squadra di speleo si recò al Bombassei per il suo disarmo, per portare fuori i chilometri di corde che senza ...
Leggi tutto
Domenica 3 Luglio 2016 - Continuano le risalite al MilazzoRisalita al femminile la scorsa domenica all'abisso Franco Milazzo. Durante una veloce ...
Leggi tutto
Speleo Attitude alla fortezza "Firmafede" di Sarzana   23 – 24 aprile 2016. È il terzo anno che il GSLunense ha partecipato al raduno delle ...
Leggi tutto
Prev Next

Materiali - Le corde

  • Categoria principale: ROOT
  • Pubblicato: Giovedì, 15 Ottobre 2009 14:46
  • Visite: 40654
  • 15 Ott

1.2.2 Le corde

In grotta si usano corde "statiche" da 10 o da 9,  qualche volta anche 8 mm (di diametro). Differentemente dall'alpinismo per cui si usano corde dinamiche atte ad assorbire cadute con fattore di caduta 2 (v. dopo), in speleologia le caduta hanno fattore uno, dato che si procede verso il basso (scendendo i pozzi).
Le fettucce, al contrario delle corde, non hanno una anima portante protetta da una calza esterna, ma solo la struttura esterna, perciò sono più facilmente soggette a lesioni per usura.
Le corde devono essere provviste sulle estremità di etichette indicanti la lunghezza e un codice per il registro delle corde (tenuto scrupolosamente dal magazziniere). In tale registro vengono annotati i dati delle corde: tipo, produttore, data di acquisto, e la storia di utilizzo, in particolare "choc" (arresto di caduta) e altri danneggiamenti subiti. Riguardo alla data d'acquisto, almeno l'anno dovrebbe essere segnato anche sulla corda.
La "staticità" cioè la non elasticità delle corde è importante per aumentare l'efficacia della progressione in risalita, oltre che a ridurre quel noioso movimento su-e-giù! Inoltre le corde statiche sopportano meglio (cioè si rovinano meno) l'azione degli attrezzi da discesa e risalita.
Le corde si accorciano con i lavaggi e le asciugature ripetute (circa 4%). Le corde si riducono in lunghezza durante il normale uso speleologico. L'accorciamento è pari a circa 13% (11% nel primo anno). Perciò le corde nuove, prima di essere utilizzate in grotta dovrebbero essere "preparate" dal magazziniere, per evitare che si accorcino notevolmente dopo le prima uscite. Si mette a bagno la corda per una notte nell'acqua. In ogni caso, non si deve mai usare una corda che abbia sostenuto uno "choc" da caduta, cioè abbia sostenuto l'arresto di una caduta. Questo può infatti produrre lesioni interne alla corda, non visibili esternamente. Pertanto la corda non deve essere utilizzata per la progressione verticale (pozzi, traversi, etc.).

Le cause dell'usura sono:

- la flessione e torsione dovute al discensore (o peggio al mezzo barcaiolo);
- la compressione dei dentini dei bloccanti
- i microcristalli intrusi (che aumentano l'attrito e facilitano le lacerazioni interne);
- il riscaldamento causato dai discensori (attrito esterno);
- l'abrasione contro la roccia, ma anche con ancoraggi di piccolo raggio;
- lo snervamento delle fibre, causato dalla progressione sia in discesa che in risalita;

l'invecchiamento "naturale" (depolimerizzazione) causato dai raggi ultravioletti e dagli agenti atmosferici (acidi).
Lo stiramento causato dalle pulegge del discensore ha un effetto doppio rispetto alla compressione dei cricchetti degli attrezzi da risalita. Infatti in discesa la corda deve assorbire e dissipare l'energia (potenziale) ceduta dallo speleologo che scende. In risalita, questa energia potenziale è fornita dallo speleologo stesso che "pedala", e la corda viene coinvolta in uno scambio energetico molto minore.
Con un uso normale, una corda si usura, ma mantiene le sue capacità di arrestare una caduta, quindi fornisce l'adeguata sicurezza. Questa viene meno se l'armo non è ben fatto e la corda sfrega contro la roccia. L'abrasione dovuta allo sfregamento contro la roccia indotto dal movimento durante discese e risalite è il vero distruttore delle corde da speleologia. Nell'abrasione delle corde sulla roccia intervengono molti fattori:

- asperità della roccia (microrugosità)
- superficie di appoggio (lame)
- forza di pressione sulla roccia
- ampiezza degli scorrimenti della corda

Da tener presente che le microlesioni nella calza diventano discontinuità che tendono ad accrescersi, cioè punti di preferenziale danneggiamento: una volta iniziata la lesione questa procede sempre più in fretta.
Anche l'acqua può spezzare una corda, sbattendola ripetutamente contro la roccia. Questo è più probabile vicino ai punti di attacco, dove risulta sempre lo stesso punto della corda a sbattere.
Anche lo sfregamento sugli ancoraggi può arrivare a rovinare una corda. Questo però introduce un discorso a parte, sugli armi permanenti e sulla loro manutenzione.
Acidi e solventi chimici (per es. benzina) e oli danneggiano le corde. Infine bisogna evitare inutili sollecitazioni alle corde: fare dunque attenzione a non calpestarle e a non colpirle con sassi.
L'invecchiamento naturale ha un effetto ridotto rispetto alle cause d'usura del normale uso. Una corda può essere preservata "integra" se mantenuta in luogo fresco asciutto e buio. In ogni caso la vita media del nylon e di circa dieci anni, dopodichè le fibre decadono abbastanza velocemente. Una corda più vecchia è inaffidabile.
La pulizia (lavaggio con tanta acqua e spazzola morbida) e una buona manutenzione sono necessarie, per controllarne lo stato di affidabilità prima di portarle in grotta. Il lavaggio accurato serve a togliere i microcristalli di argilla dalla calza e dall'interno della corda. Il carico di rottura di una corda si riduce nel punto in cui questa forma il nodo con cui viene attaccata all'armo. Questa diminuzione è causata dalle spire del nodo che stringono la corda e la bloccano. In genere questa riduzione è di circa 30%.
Senza nodi le fettucce si rompono per snervamento delle fibre. Anche per le fettucce la resistenza sul nodo è ridotta di circa il 30% rispetto a quella nominale. Una fettuccia doppia su moschettone ha una resistenza pari al 140% del valore nominale. Su un anello (da 6 mm) la resistenza è circa uguale al valore nominale. Su una placca (4 mm) è ridotta all'80%. In queste tre situazioni si ha fusione delle fibre per attriti sugli ancoraggi, dovuta ad una concentrazione degli sforzi (e quindi attriti maggiori) per le pieghe.
Le corde vengono trasportate nel sacco, filate, con un nodo su entrambi i capi. Se sono corte si possono anche avvolgere a matassa e mettere nel sacco. E` importante controllare spesso che le corde non siano lesionate: in tal caso vanno tagliate in corrispondenza della lesione, con il coltellino o martellandole con la mazzetta su una lama di roccia. I due capi della corda tagliata si bruciano poi con la fiamma dell'acetilene per evitare che la corda si sfilacci. Avendo il coltellino si brucia la corda sino a fondere quasi i trefoli, prima di tagliarla; in tal modo risulta più semplice tagliarla e i due capi restano terminati senza sfilacciarsi.