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Spleogenesi - Carsismo ipogeo

  • Categoria principale: ROOT
  • Pubblicato: Mercoledì, 21 Ottobre 2009 07:30
  • Visite: 20911
  • 21 Ott

 

1.2 CARSISMO INTERNO (IPOGEO )

Il carsismo ipogeo rappresenta un’insieme di favorevoli condizioni geologiche che unitamente a situazioni meteorologiche, idriche e geografiche, opportune e indispensabili, consentono l’instaurarsi del processo chimico – fisico, distruttivo o costruttivo, all’interno di porzioni più o meno estese della crosta terrestre, generando antri, caverne, abissi e quegli intricati reticoli di gallerie che spesso fungono da serbatoio idrico.

1.2.1 GENESI

La grotta come la conosciamo, esplorandone i meandri, gallerie e scendendo i suoi pozzi, è ormai nella sua fase senile, l’acqua ha ormai abbandonato il suo processo di subilizzazione della roccia carbonatica. Il processo, in realtà, inizia nelle microporosità della roccia dove l’acqua, penetrandovi, esercita un’azione chimica aggressiva.

Ghiaia porosità di tipo interstiziale, calcare di tipo fessurale

Un altro elemento non trascurabile è il tempo. Infatti nel tempo questi “vacui“ si allargano, si collegano tra loro diventando condotte in cui l’acqua scorre a pressione, occupando ogni spazio disponibile, esercitando, in questa fase, anche un’azione erosiva e di abrasione contribuendo alla disgregazione della roccia. Il processo termina con la distruzione stessa della cavità.

Conclusioni:

1.2.2 MORFOLOGIA DELLE CAVITÀ:

I vacui vengono mano a mano allargati, sotto l’azione debolmente acida dell’acqua, fino a formare condotti interamente occupati dall’acqua stessa ed hanno la caratteristica di essere a sezione elittica. Il processo di erosione in questa fase segue le leggi dell’idrodinamica. Nelle strozzature del condotto aumenta la velocità della corrente, che tenderà ad eliminare i restringimenti. La stessa cosa avviene nelle curve, per tale motivo tendenzialmente i percorsi sono rettilinei e le sezioni circolari. In seguito all’allargamento del condotto l’acqua non circola più a pressione ma scorre a pelo libero, come un qualsiasi corso d’acqua in una stretta gola.

A seguito di tale processo abbiamo come risultato finale forre, anche profonde parecchi metri, meandri, che si impostano lungo le discontinuità tettoniche come faglie e grandi fratture, l’aspetto e simile a quello delle forre ma le pareti alte e ravvicinate descrivono delle sinuosità generate dal regime turbolento dell’acqua, marmitte, scavate dai mulinelli dell’acqua, pozzi, conseguenza dell’erosione verticale dell’acqua in corrispondenza di vuoti che si sviluppano verticalmente.Nelle gallerie fossili, condotte molto antiche abbandonate dall’acqua, esiste un fenomeno di dissoluzione inversa ; il velo dell’acqua esistente sulle pareti delle gallerie, generata per condensa e comunque debolmente acida, promuove la formazione di lame, spuntoni e forme bizzarre e casuali.Come abbiamo visto, l’acqua si trova in equilibrio chimico tra il carbonato disciolto e l’anidride carbonica, in questa situazione basta una minima variazione delle condizioni chimico – fisiche per portare l’acqua ad un livello di soprasaturazione del carbonato di calcio, che inevitabilmente precipita, dando origine al fenomeno del concrezionamento. Con il temine concrezione si definiscono tutti i depositi formati dall’accumulo più o meno ordinato e regolare di veli o ammassi di CaCO3 sotto forma di calcite (sistema cristallino trigonale) o della sua modificazione polimorfa, l’aragonite, che cristallizza nel sistema rombico.Le stalattiti, stalagmiti, colate, sono il risultato di questo processo e ornano tra le più spettacolari cavità esistenti.Generalmente una goccia sgorga da una minuscola frattura, nel nuovo ambiente “libero”, la goccia è sottoposta ad una minor pressione , che gli contente di liberare parte dell’anidride carbonica nell’atmosfera. Si formano minuscoli cristalli di carbonato di calcio che, per le forze di tensione superficiale, si dispongono sulla superficie della goccia e tendono a migrare sui punti di contatto tra quest’ultima e la roccia; dando origine ad un microscopico cerchio di calcite che aumenterà in lunghezza e formerà una stalattite. Le stalagmiti, invece, si innalzano dal pavimento, generate dalle medesime gocce che generato la stalattite che non hanno depositato completamente il loro contenuto di carbonato di calcio, nel tempo arrivano a congiungersi con le stalattiti formando le colonne, qualora l’alimentazione idrica rimanga costante e sufficiente nel tempo. Le colate vengono generate dallo scorrimento di un velo d’acqua lungo le pareti della cavità depositando il carico di carbonato di calcio in esso contenuto.