Un passo dal fondo del corchia: Ramo Pinerolo
- Categoria principale: ROOT
- Pubblicato: Sabato, 30 Gennaio 2010 20:22
- Visite: 6949
- Stampa
- 18 Gen




Strane genti, queste che hanno nell'animo un' abisso nero come la pece, ma il desiderio di scoperta è forte che discenderlo è pura poesia.
Come un'idea che sconvolge le menti più deboli, come seguire le vene del legno nel ripetere gli stessi percorsi, ormai logori e consunti, verso il fondo, ma noi no! perchè, è certo che il vero fondo si trova a 300 metri più in basso, o forse no, ma è bello crederci, e allora cerchiamo, esploriamo ogni singolo anfratto annusando l'aria, da qualche parte è li, nascosto.
Ma ora sono le dieci, Ciaba e compagni sono in ritardo, ritardo?, assolutamente no, tempi speleo. Ma poi giungono, ed è subito festa, sarà una notte lunga ma allegra, io e Nico ci prepariamo; belin che freddo, oggi è il 16 gennaio la neve copre ogni cosa di un bianco candido. Ultimo controllo ai sacchi: trapano, batterie, sacchetta d'armo, cibo.... cibo? dove sono i miei spuntini?...eccoli, acqua, andiamo. Ingresso del Serpente, buca da lettere.
- "Nico è già armata!!"
No una, ma ben due corde, figuriamoci sull'Empoli. L'aria che entra in Corchia é micidiale fredda come una lama, movimenti lenti e nebulosi, nodi che tardano a materializzarsi su moschettoni impazziti, siamo sull'Empoli. Aggiungiamo un'altra corda, in breve con un tonfo metallico ci troviamo sulle passerelle del turistico.
In pochi minuti arriviamo alla sommità del pozzo Gronda, la via verso il fondo, già armata precedentemente da Matteo, attendiamo i nostri compagni di merende e scendiamo; uno, due, tre frazionamenti e siamo alla base del pozzo, c'è molta acqua.
Traverso, pozzo, meandro, pozzo... - "LI.. BE.. RAAAAA!!!!"
Eccoci in fondo al pozzo a Elle. Belin quant'acqua. Procediamo.
-"Ste, sento delle voci"
-"Io invece sento l'acqua.... porco...!!!!"
-"??? no! no! sono proprio voci...."
Eccoli, i propretari delle altre corde, il gruppo del Martel, mi sembrano un pò bagnati, ci scambiamo i saluti e quattro chiacchere, intanto Matteo, dietro sistema gli armi fuori dall'acqua.
Meadro, pozzetto, meadro, scivolo, passaggio di merda, sacco incastrato, e siamo ai saloni fossili, ci fermiamo per una pausa, Nico mangia, Simone mangia, Chiara mangia, io mangio, Ciaba fuma la pipa.
Un paio di allegre cazzate e si riparte, usciti dai saloni fossili, il fiume Vidal è impetuoso, per comunicare si deve gridare, percorriamo una via che rimane sopra al fiume ad una decina di metri, tra vari passaggi esposti arriviamo in prossimità del fondo, risaliamo un pozzetto e dopo un breve passaggio ci troviamo nei rami di Pinarolo.
Il fiume è quasi inudibile e il movimento d'aria quasi nullo.
Un paio di chiacchere sul dafarsi e ci dividiamo, Nico, Ciaba e Chiara si preparano per fare una risalita verso una zona indicata da G. Badino chiamata lo Scrigno, io e Simone prendiamo un'altra via che dovrebbe ricongiungersi con il fondo.
Bene, io questa via non l'ho trovata, ci siamo infilati in tutti i buchi possibili, percorso gallerie quasi impraticabili, rimanendo stupefatti ed esterefatti dalla quantità variegata di speleotemi, ma nulla il passaggio risulta introvabile, più tardi scopriamo che era da tutt'altra parte, ma la cosa divertente e il ritrovamento di un pezzo di pettorale quasi concrezionato con l'ambiente in una condotta al limite del praticabile.
Alla fine ci ricongiungiamo al resto del gruppo che avevano concluso la risalita,ma giunti nella sala dello scrigno, non si poteva far altro che foto ... infine dopo una sosta per uno spuntino tra una risata e l'altra, riprendiamo la via del ritorno e dopo 19 ore di grotta siamo fuori per goderci l'alba. In conclusione, credo personalmente, che il fondo sia stato rivoltato come un calzino, però, mai dire mai, forse il bypass è ben nascosto da qualche parte.








