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Mercoledì, 26 Luglio 2017

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Alpinismo Giovanile del CAI

  • Ultima modifica: Mercoledì, 20 Aprile 2016 20:52
  • Scritto da Alessandro
  • Visite: 1149
  • 20 Apr

L'Alpinismo Giovanile del CAI ospite del centro polifunzionale del Gruppo Speleologico Lunense

Sabato 16 e Domenica 17 Aprile gli Accompagnatori, i ragazze e le ragazzi dell'Alpinismo Giovanile del CAI di Sampierdarena e Spezia sono stati ospiti del centro polifunzionale di Speleologia “Forte Castellazzo”, sede del Gruppo Speleologico Lunense.

Due giornate all'insegna di Speleologia ed Escursionismo. Sabato 16, prima di visitare la Grotta Grande di Pignone (SP), i giovani hanno esplorato i sentieri dell'area carsica del Monte Castellaro. Guidati dagli specialisti del GSL, dagli Accompagnatori AG, da Alessandro Bacchioni speleologo ed Operatore Naturalistico del CAI, nonché da Pietro Andreani , titolato di Escursionismo CAI ed esperto dei siti archeologici Pignonesi.

L'anello Geo-archeologico del monte Castellaro si sviluppa al disopra della Grotta Grande, evidenziando quelle che sono le forme più caratteristiche del carsismo di superficie: campi a massi, campi carreggiati, doline ed inghiottitoi strutture carsiche che presentano ecosistemi specifici con particolari forme di adattamento.

Gli esperti naturalisti del CAI e del GSL hanno mostrato ai ragazzi come, nell'area strettamente limitrofa alle cavità, siano presenti esemplari di flora che solitamente trovano il loro habitat a quote più' alte; indicando loro come ciò sia determinato dal particolare flusso di corrente d'aria, che è generato dalla stenotermia delle cavità sottostanti. I ragazzi per la creazione del loro "quaderno di Campo" hanno fotografato diversi esemplari di Asplenio (Asplenium trichomanes), di Felce dolce (Polypodium interjectum), di Lingua cervina (Phyllitis scolopendrium), di Primula orecchia d'asino, di Viola Biflora, nonché molte orchidee selvatiche. Attraversando il carpineto, per raggiungere il sito archeologico, hanno incontrato la flora strisciante che vive in questo bosco: l'Asparagina (Asparagus acutifolius), la Strappa-braghe (Smilex aspera), la Rubia (Rubia peregrina); ma anche arbusteti di Pungitopo (Ruscus aculeatus) e di Agrifoglio (Ilex aquifolium).

Due scoiattoli hanno fatto gli onori di casa, correndo su e giù per due altissimi Carpini Bianchi, mentre si sono negate le bellissime salamandre. Le osservazioni naturalistiche sono proseguite con le osservazioni delle fatte della volpe rossa, che poste al sommo di massi calcarei tracciano in maniera inequivocabile il territorio della coppia che caccia in quella zona. Non sono mancate altre traccie, fra le più spettacolari, alla base di grandi castagni, le "cucce" pulite e d ordinate di grossi Caprioli.

Raggiunta la sommità del colle, gli archeologi hanno illustrato come era strutturato l'arroccamento degli antichi Liguri, fiera popolazione locale, che per molti anni osteggiò l'avanzata delle truppe romane. I giovani si sono potuti avvicinare ai punti di scavo ed è stato mostrato loro come sono procedute le ricerche e quali siano stati i preziosi risultati.

Il pomeriggio è stato caratterizzato da una "full immersion" speleologica.

 

Gli aquilotti del CAI, suddivisi in diversi gruppi, hanno assaporato il significato di Speleologia: sport, esplorazione e ricerca scientifica; il tutto nella massima sicurezza. Durante le diverse attività i ragazzi hanno potuto conoscere il tecnici del Soccorso Speleologico, che hanno ben spiegato come sia l'attività ipogea sia quella escursionistica siano discipline che richiedono preparazione e perfetta conoscenza delle diverse tecniche di progressione, non certo di pressapochismo od improvvisazione. Gli Istruttori di Speleologia del Lunense hanno mostrato ai futuri speleo in che modo si debba attrezzare una grotta affinché la si possa visitare. Una volta istruiti i ragazzi hanno potuto avere la loro esperienza esplorativa in una grotta non "turistica"; con tuta, casco e frontalina hanno camminato nei corridoi, disceso gli scivoli, strisciato nel fango dei cunicoli per poi appiattirsi nelle strettoie dei meandri, assaporando quello che Jules Verne chiamava "viaggio al centro della terra".

 

I Led, sostituti delle lampade a carburo, hanno rivelato agli aquilotti dell'Alpinismo Giovanile del Cai le meravigliose forme che il cuore della montagna custodisce: stalattiti esilissime, stalagmiti, vele, scallops e piccolissimi laghetti ai piedi di buie risalite.

Gli speleobiologi, grazie ad una speleo fauna molto protagonista, hanno fatto il loro dovere; così i ragazzi hanno potuto constatare che le grotte non sono solo un mondo di rocce senza luce ma un ecosistema ricco di interessanti forme di vita: dai pipistrelli agli Speleomantes ma anche animali che pur essendo privi degli occhi, sono veloci ed inafferrabili. I Niphargus, piccoli artropodi acquatici quasi trasparenti simili a microscopici gamberi, hanno catturato l'attenzione dei più piccoli. Il passaggio di due velocissimi Duvalius liguricus (coleotteri ipogei) non è stato sufficiente a distrarre l'attenzione dalle tranquille acque della saletta che si apre a sinistra della vecchia cava.

All'uscita foto ricordo, sporchi ma felici.

La felicita è aumentata a dismisura quando arrivati a Forte Castellazzo, roccaforte ottocentesca sulle colline Spezzine, sede del Gruppo Speleologico Lunense, i giovani del Club Alpino Italiano sono stati rifocillati dalla gustosissima focaccia "home made" di Barbara.

Una volta "docciati" e sistemati stuoini e sacchi a pelo, i giovani sono stati catturati da Alessandro Berselli che ha tenuto una breve lezione di biospeleologia. Il torpore inoculato dalla cultura è stato rapidamente dipanato dall'atmosfera conviviale del fortino ( lasagne, arrosto e pattate al forno )

Prima di andare a nanna, filmati di Speleologia ed Alpinismo Giovanile, sia seri sia scherzosi.

Domenica, salutato il gruppo speleo, vaporetto e GeoTrek dell'isola Palmaria alla scoperta di fossili, minerali e rocce.

Sul versante occidentale dell'isola i giovani hanno potuto osservare la famosa grotta dei Colombi, imponente luogo di sepoltura nel neolitico; prossima tappa dell'avventura ipogea.