NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Cookies policy

Accesso Utenti

Top Panel
Lunedì, 23 Ottobre 2017

La straordinaria condizione di siccità di questa estate ha portato con sé diversi aspetti, alcuni dei quali mai osservati in precedenza. E’ il ...
Leggi tutto
Da pochi giorni si è concluso il quinto stage di speleologia e chi meglio dei giovani allievi poteva descrivere meglio l'esperienza? Ecco di seguito ...
Leggi tutto
Il Gruppo Speleologico Lunense organizza sotto l'egida della Scuona Nazionale di Speleologia CAI il quarto stage di avvicinamento alla speleologia, ...
Leggi tutto
...Alessandro Gogna ha vissuto lo spirito e la pratica di entrambi questi momenti: <da che mondo è mondo ci sono stati tempi nuovi e sempre ci ...
Leggi tutto
Ero ancora in mezzo al mare per lavoro quando Gigi mi chiamò per questo nuova avventura. Croazia, la terra dei Balcani dove tra bianche spiagge ...
Leggi tutto
Il Gruppo Speleologico Lunense organizza sotto l'egida della Scuona Nazionale di Speleologia CAI il quarto stage di avvicinamento alla speleologia, ...
Leggi tutto
Cosa fare in caso di incidente in grotta, montagna, o in un semplice sentiero? Come aiutare un amico in difficoltà in attesa dell’arrivo dei ...
Leggi tutto
Lo scorso autunno una nutrita squadra di speleo si recò al Bombassei per il suo disarmo, per portare fuori i chilometri di corde che senza ...
Leggi tutto
Domenica 3 Luglio 2016 - Continuano le risalite al MilazzoRisalita al femminile la scorsa domenica all'abisso Franco Milazzo. Durante una veloce ...
Leggi tutto
Speleo Attitude alla fortezza "Firmafede" di Sarzana   23 – 24 aprile 2016. È il terzo anno che il GSLunense ha partecipato al raduno delle ...
Leggi tutto
Prev Next

Nuova Sede del Gruppo

Da gennaio 2015 il Gruppo ha una nuova sede, la struttura, che rappresenta un patrimonio storico e culturale per la provincia di La Spezia è stata recuperata con lo sforzo congiunto dei singoli soci. La struttura chiamata Forte Castellazzo, più precisamente opera mista venne edificato sulla cima del monte omonimo nel 1880 ad una quota di 280 m. con lo scopo di proteggere la piazzaforte di La Spezia da possibili attacchi via terra.

La struttura era ben armata con 24 pezzi di artiglieria tra i quali ben 8 obici da 210 mm.. Il nome opera mista, deriva dal fatto che la postazione non era costituita di un unico "edificio", come per i forti classici, ma si sviluppava in tre separate costruzioni. Dopo la Prima Guerra Mondiale, il forte di Castellazzo, iniziò ad essere adibito a batteria antiaerea, con l'installazione di cannoni da 76 mm., la sua funzione originaria, era, infatti, venuta meno, mentre il nuovo pericolo ora era costituito dagli aerei. Come tutte le altre batterie partecipò sempre al fuoco contro formazioni di bombardieri anglo-americani, per cinque anni di guerra. Abbandonato dopo l'ultima guerra, attualmente la zona è stata occupata, in parte anche i vecchi edifici, dalla costruzione di un monastero. Come detto il forte si sviluppa in tre distinte opere, delle quali quella centrale è stata, purtroppo, demolita, mentre le altre due sono ancora in buone condizioni. La prima che si incontra salendo dalla strada principale, è interamente circondata da un fossato, con la zona pezzi, rivolta verso il fronte terra, dove erano piazzati i pezzi da 210 mm.. Si accede alla struttura attraversando un ponte fisso, ma chiuso da un cancello, e dopo un ampio piazzale, ora invaso dalla vegetazione, si trovano, rialzate, le varie piazzole dei pezzi, e nei locali sottostanti i locali adibiti a riservette delle munizioni; poco più avanti, sulla strada, era collocato il corpo di guardia costituito da una palazzina di due piani, ed ora parzialmente ristrutturato. Scendendo in basso si arriva alla seconda opera, anch'essa, in parte circondata da un fossato, e da una stupenda cancellata, ancora esistente, purtroppo è stato asportato lo stemma reale collocato sopra l'entrata; questa zona del forte venne modificata negli anni '20 del 1900, per adibirla a batteria antiaerea, infatti, si possono vedere le piazzole circolari in cemento armato che ospitavano i cannoni da 76 mm.; nei locali in parte costruiti sotto terra, erano piazzate le riservette delle munizioni, e tutto il materiale necessario all'uso della batteria. Questa ultima struttura è stata recuperata con la speranza di creare un polo culturale per la Speleologia