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Mercoledì, 22 Novembre 2017

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Corsica e La Sierra de Guara

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Quando le nevi iniziano a sciogliersi, le giornate ad allungarsi, sbocciano i primi fiori, gli animali si risvegliano ed abbandonano le tane,
alcuni speleologi escono dai propri buchi e  vanno alla ricerca di...torrenti!
A fine giugno, animati da questo spirito, un corposo gruppo di speleo lunensi, pisani e garfagnini, si è imbarcato alla volta delle fresche e dolci acque dei torrenti corsi.
A sostegno della 'spedizione' c'erano la curiosità accresciuta dentro di noi da pubblicazioni, racconti ed immagini della Corsica e la presenza sull'isola di Noah, uno speleo garfagnino che ne stava frequentando assiduamente le montagne per la stesura della tesi di laurea e che poteva offrirci conoscenze maturate sul campo.


Nonostante un primo sconforto dato dalla scoperta della concomitanza con il Tour de France ( che con la chiusura di strade ci ha complicato alquanto la permanenza!), riaccesosi poi per il clamoroso ritardo del traghetto, l'esito è stato più che positivo: torrenti spettacolari_la sofferenza dei lunghi avvicinamenti è stata  ampiamente ripagata dalla ludicità e bellezza del Vaccà e del Purcaraccia_ ed un estivissimo campeggio in riva al mare, con la tenda sulla spiaggia e le onde a cullare il nostro sonno.


Assetati ancora di torrenti, ad agosto abbiamo programmato un'ulteriore escursione in acque non italiane alla ricerca dei BARRANCOS  della Sierra de Guara, spinti anche stavolta dai racconti leggendari di chi, come Luchino, vi era già stato più di un decennio e  mezzo fa (quando era ancora un ragazzino) e che, date le condizioni meteorologiche eccezionali (che permettevano la discesa di torrenti altrimenti non praticabili in questo periodo dell' anno), era desideroso di ritornarvi.
La Sierra de Guara è un massiccio montuoso prepirenaico che accoglie circa 70 torrenti, nei quali ha avuto inizio la storia del barranquismo (canyonig spagnolo): un vero parco giochi! come resistere al richiamo?!
Giunti alla meta dopo un lungo viaggio (interrotto in Francia per la discesa del Lech), Luchino ha stentato a riconoscere la Sierra:
sebbene sembri ancora di essere in una scenografia da film western, la frugalità e asperità del paesaggio sono state stemperate dalla crescente antropizzazione del territorio;
Rodellar è diventata una colonia internazionale di canyoners, climbers, escursionisti..per strada, nei locali, ovunque, si incontra gente 'armata' di corde, caschi, sacchi;
l'ambiente é elettrizzante!


elettrizzante ed elettrico: dopo appena due giorni dal nostro arrivo e la discesa del Formiga, Gorgonchon si é scatenato un temporale pirotecnico che ci ha costretto a rivedere i nostri progetti: abbiamo comunque deciso di intraprendere la discesa del Mascun (Raisin+Mascun Superior+Oscuros de Otin+Mascun Inferior), ma le sue acque erano lattiginose, color 'cafè con leche' e, nonostante il fascino della pietra ben levigata e dei faraglioni, l'esperienza è stata penalizzata  dall'impossibilità di vedere le insidie del fondale e quindi di tuffarsi; quindi, dopo aver vagato per il territorio in attesa di un miglioramento delle condizioni acquatiche ed alla ricerca di torrenti fruibili (tra cui il ruvido Cueva Cabrito), abbiamo deciso a malincuore di cambiare zona, di spostarci verso i Pirenei e la Valle dell'Ordesa, rimandando l'atteso incontro con il Peonera e il Gorgas Nigras ad una avventura futura.
Anche qui la pioggia è stata una costante ed un parametro ricorrente con cui confrontarci nella organizzazione delle attività: la programmazione è stata quindi di volta in volta giornaliera, la sveglia suonava sempre prima e i nostri nasi erano per lo più rivolti verso l'alto, nel tentativo di interpretare ed indovinare la volontà delle nuvole.

Leggendo queste righe viene da pensare a questo viaggio come una corsa verso le acque ed una diaspora rincorsi dalle acque!
Ed è stato proprio così, perché il torrentismo è una questione di acqua!
Le stesse piogge che, cadendo copiosamente durante l'arco dell'anno, avevano reso fruibili i torrenti, ci hanno poi interdetto il loro accesso!
Il fato è stato un po' nefasto nei nostri confronti, ma l'imprevedibilità della natura è una condizione che va accettata a priori e con cui mediare necessariamente quando si praticano attività all'aria aperta!
non si possono maledire le piogge poiché "rovinano i nostri giochi", essendo state le stesse ad averli resi possibili, modellando le montagne con il loro scorrere millenario.
L'attesa, l'osservazione e lo studio sono parte integrante del torrentismo, disciplina assai complessa che al più evidente aspetto ludico e ricreativo affianca anche una buona preparazione tecnica ed una capacità di lettura del territorio.
Ecco perché, nonostante l'imprevedibilità intrinseca, consiglio a tutti di intraprendere un 'viaggio per torrenti', poiché, al di là del divertimento assicurato, il torrentismo è una valida chiave di conoscenza del territorio, sia che si tratti di un breve weekend vicino a casa o un soggiorno più lungo e lontano, obbligandoci a confrontarci e a mediare con le contingenze ambientali e culturali dei luoghi.