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Oltre il Mare Mani

  • Categoria principale: Rubrica
  • Pubblicato: Sabato, 13 Novembre 2010 21:00
  • Visite: 3129

Una sferzata di pioggia colpì violentemente il vetro della finestra facendo sbattere con forza il battente, nella piccola stanza calò per un attimo il silenzio rotto dal crepitare del fuoco nel camino - E' ora di agire! Il buio è stanco di aspettare - disse Knel alzandosi porgendo in alto il bicchiere  malfermo sulle gambe, mostrando il rilievo in pianta dell'Aihcrok. - Troppo tempo è passato da quando gli ultimi umani e non,  esplorarono queste zone - Indicando un punto sulla pianta, - Voi che ci siete stati la settimana scorsa -  indicando Mehèr e Onnik - Vi sarete fatti un'idea?
Mehèr, l'umano dalle orecchie da elfo, ingollò un sorso di birra pulendosi con il dorso della mano - bhe! Per fare un breve resoconto, dal pozzo del gran Sabba si risale un meandro fossile dove si giunge al vecchio campo base usato nelle vecchie esplorazioni risalendo per una sala di crollo si arriva, in un'altra saletta da cui parte una condotta fossile che finisce su un ramo regolarmente bagnato per la presenza di un corso d'acqua, che a seconda delle precipitazioni è più o meno attivo, continuando per la via principale, costituito da un meandro più o meno articolato, si arriva nella galleria principale di notevoli dimensioni, questa -  Indicando con una matita un punto sulla pianta distesa sul tavolo, - E' presente una notevole circolazione d'aria e nei punti di restringimento diventa molto forte, al termine di questo ramo si attraversa un pozzo sulla sinistra valutato 70/90 m ed infine si arriva su una finestra dove è presente una corda che risale, che non mi sono fidato ad usare, anche qui l'aria è forte è plausibile ipotizzare che segua lo stesso andamento dell'ingresso.
Mehèr, svuotando la bottiglia di birra - questo è tutto per il momento, ma riteniamo, io e Onnik, che sia interessante scoprire da dove viene tutta quell'aria.
Il temporale per il momento si era placato, a tratti il chiarore della luna rendeva visibile il profilo delle vette che si stagliavano come ombre nella notte scura, Knel, attizzando le braci con un bastone, lo sguardo perso nel nulla, - Lo spirito è alto, le membra sono forti e una lucida follia alberga in coloro che non ancora accecati,  guardano l'oscuro abisso cercando risposte, ma il buio acceca più della luce intensa.
I presenti si scambiarono interrogative occhiate, pensando che era giunto il momento di portare a dormire Knel.
Il giorno di Adzir, sul passo di Fombli alla base del massiccio di Aihcrok, Mehèr e Onnik si ritrovarono per continuare da dove avevano interrotto, erano presenti anche alcuni gnomi provenienti dall'altopiano del Kikwit , di poche parole, ma grande spirito di collaborazione, prepararono le attrezzature, caschi, imbraghi ed infine i sacchi con il materiale di progressione, corde, staffe, moschettoni, trapano, batterie e punte, erano pronti per inoltrarsi nelle viscere della terra, l'ingresso era a pochi minuti di cammino in una piccola gola libera da alberi che guardava a nord del massiccio. Dall'ingresso un vento furibondo spazzava l'erba violentemente, il gruppo fece una breve sosta, il tempo di scambiarsi alcune impressioni e sorridere alle battute di Onnik.
L'ingresso dell'abisso Farofi era decisamente un ingresso non proprio agevole, anzi, piuttosto scomodo e pareva a dir poco instabile, ma con cautela ognuno attraversò la condotta che finiva in un ambiente più grande, la vera grotta, una breve arrampicata e arrivarono ad un primo bivio che conduceva ai rami dei Lupi e -350, proseguirono oltre superando due laminatoi, qualche altro saliscendi per arrivare al bypass della strettoia del Cobra. Un pozzo da risalire, e finalmente ai rami di Atlantide, maestosa frattura nel marmo bianco,  in un'ora di cammino giunsero al campo base Akirè, risalirono il pozzo Vermis Misteris, per arrivare alla base del grande pozzo Del Gran Sabba, per poi continuare risalendo la frana che conduceva alle gallerie del Mare Mani.


Un'altra ora e giunsero alla fine delle gallerie dove poterono organizzare il materiale che sarebbe servito poco dopo. - Quella è la finestra che si affaccia su un pozzo che si deve attraversare per poi cominciare la risalita – disse Mehèr. Uno degli gnomi, di nome Ghnuth, la cui pronuncia simile ad un colpo di tosse, si avvicinò agli spezzoni di corda che fungevano da partenza del pozzo, con un grugnito, grattandosi la barba – Accidenti, l'aria è molto forte, e voi pensate che non ci sia andato nessuno? - Onnik poco dietro – Forse si, ma non abbiamo documentazione, le corde sono molto vecchie, e comunque possiamo dare sempre un'occhiata, ti pare? - dando una pacca sulla spalla a Ghuth.
Mehèr armato di trapano e corda prese a preparare gli ancoraggi di partenza del pozzo, in breve sparì alla vista calandosi utilizzando la corda abbandonata in passato per spostarsi sull'altro lato del pozzo.
-Liberaaaaa! - gridò Mehèr – Onnik ! porta le staffe, moschettoni e un po' di fix.
In breve Onnik, raggiunse il compagno, preparandosi per la risalita dell'ultimo tratto prima di uscire dal pozzo – Non mi avevi detto che era bagnato, guarda quanta acqua , porc.! -  Mehèr in un sorriso - Dai, la parte più bella l'ho lasciata per te - 
- Grazie, sei il solito finocchio.

Fix dopo fix, Onnik fu' fuori dal pozzo, preparando  la sosta per far salire i compagni, in alto la condotta continuava appoggiata, ma sicuramente la via proseguiva in verticale nel bagnato.
- Liberaaa!
Più tardi si ritrovarono, Mehèr, Ghuth, e Onnik, per decidere la successiva linea d'azione, Ghuth si propose per la via più semplice, quella appoggiata, con Mehèr che faceva sicura, Ghuth in breve giunse nel punto più alto – Di qua non si va' da nessuna parte, mi trovo sotto ad un cono di frana, forse è possibile passare lateralmente in una via che torna verso di voi, traversando il pozzo in alto – detto questo lo gnomo sparì alla vista, pochi minuti dopo apparve la faccia barbuta sulla verticale di Meher e Onnik.
Un'ora dopo erano alla base di un'altra verticale, l'ambiente era più grande Mehèr con un largo sorriso - E' probabile che gli ultimi esploratori siano giunti fino a questo punto, diamoci da fare! -  il tempo di preparare il materiale per poi riprendere la risalita, vennero risaliti altri 40 metri al cui termine ripartiva un'altra verticale, che era inpossibile valutarne l'altezza per lo stillicidio incessante e continuo come pioggia, tale da far desistere.
- Basta per oggi, sono bagnato fino al midollo – disse Onnik preparando il sacco, Mehèr e Ghuth lo seguirono a ruota, in breve si riunirono con il resto del gruppo e ripresero la via del ritorno, in 3 ore erano fuori dalla grotta, discutendo sulle varie possibilità di prosecuzione, ipotesi di collegamenti con altre zone già conosciute oppure un nuovo ingresso.
La settimana successiva vennero ingaggiati gli uomini rana provenienti dalle paludi di Kannak che riuscirono a risalire altri 40 metri del pozzo sotto uno stillicidio incessante e copioso, giungendo in su una cengia fuori dall'acqua, ma la verticale non era terminata..............

Continued..........

uomini rana