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Martedì, 12 Dicembre 2017

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Traversata 19° - Farlofi

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Località: Traversata La Piera non fa tabacchino- Farolfi, Antro del Corchia, Levigliani(LU).

Data e 27-12-2014 ora ingr.: 12:30
Data e 28-12-2014 ora usc.: 07:30
Partecipanti: Cristian Leonardi(GSAV), Alessio Agugliaro(USP), Ilenia(USP), Michele Pazzini (GSLunense),Francesca Onnis(Savona), Susana Livia crespo(GSLunense), Paolo Brunettin “Kunze”(GSLunense), Massimo Fiamberti(GSLunense), Ettore Callegari(GSLunense), Luca Gioan(GSLunense).

Condizioni meteo:Esterne: leggera caduta di neve al momento di entrare. Circa venti centimetri di neve ghiacciata all’uscita. Temperature molto sottozero all’uscita. Interne: poca acqua e poco stillicidio.

Materiali lasciati/recuperati: diverse corde del gruppo lunense lungo il tragitto tra cui le corde sul pozzo che affaccia sui “Maremmani”

Esplorazione/ rilievo: esplorazione della traversata 19°-Farolfi passando dallo Stealth.

Note e Impressioni:
ritrovo al Tonlorenzi a Ripa. Il tempo non è buono e c’è l’allerta meteo con forti nevicate già dal mattino presto. Arriviamo a Passo Croce che la strada è bianca ma nevica appena. Non è neanche molto freddo. Arriviamo a Fociomboli che sono le undici passate. Dopo varie e attente valutazioni decidiamo di entrare. Il meteo dice che in serata smette di nevicare e quando entriamo, gli ultimi all’una del pomeriggio, non nevica un granché e c’è pochissima neve. Andiamo in direzione opposta al Becco e ci dirigiamo verso lo “Stealth”. Qui vengono risistemati alcuni attacchi del pozzo da scendere. Andiamo avanti a cercare la strada e ci ritroviamo in un meandro bello grande che poi dobbiamo scendere. Michele appena possibile si mette ad armare e fa un piccolo traverso e poi una calata. Nel frattempo io e Kunze ce ne andiamo a vedere la forra in alto e troviamo una grande sala dove non possiamo arrivare senza attrezzare, troviamo anche una galleria che sale.. Torniamo dagli altri che comunque sono proprio sotto di noi. Ettore e Livia guardano da altre parti ma non trovano niente di interessante in compenso sentiamo un boato e loro sentono una scossa sulle mani. Probabilmente un fulmine. Sceso il pozzo andiamo avanti, passaggio stretto e galleria grande dove c’è il punto di contatto tra marmi e scisti. Bellissimo perché si vede proprio il cambiamento di roccia da un tipo ai marmi. Pozzo da venti, breve meandro e poi risalita(prima si mangia qualcosa). Ancora un saltino e poi forra stretta ma non strettissima dove viene armata una calata che comunque può non servire. Più avanti un altro saltino poi ci ritroviamo in una grande galleria che percorriamo fra dubbi e incertezze. La relazione che abbiamo non sempre corrisponde. Ormai è già l’ora di cena. Da notare la presenza di pipistrelli sparsi per tutto il tragitto che non sono tantissimi di numero ma comunque ne ho contati poco meno di venti e la presenza di una bella corrente d’aria che è quella che poi cerchiamo di seguire. Dopo una serie di saltini e saltetti e disarrampicate varie di cui non ricordo bene la successione arriviamo su un bel pozzo dove c’è un cordino con a fianco, sulla dx, uno spit. Michele e Luca iniziano ad armare nella speranza che sia quello giusto secondo la relazione. Intanto noi bivacchiamo su nell’attesa. Certo è che Francesca non è abituata a così tante ore di grotta però sono anni che fa attività e se la cava bene. Ilenia invece è proprio una neofita ma, con nostra sorpresa, tiene duro. Ha solo un po di paura sui pozzi ma c’è sempre Alex a dargli un a mano. Gli “armatori” scendono il primo pozzo e poi un altro salto e si trovano su un pozzo molto più profondo. Chiedono al Kunze di scendere e vedere se riconosce la zona. In teoria siamo ai “Maremmani” ma se così non è allora la decisione è rigirarsi senza scendere tutti. E devo dire che ci siamo andati vicino perché K. dapprima non vedeva niente di familiare ma poi fortunatamente sì! Proseguiamo per la strada conosciuta, oltrepassiamo il “Gran Sabba”(che attraversiamo alla base), e ci ritroviamo sopra il “Vermis Mysteriis”. Scendiamo e arriviamo al campo base Erika. Dormiamo un poco, giusto qualche ora. Livia, Kunze, Luca ed Ettore partono un due ore prima di noi. Alle cinque del mattino ci alziamo e partiamo pure noialtri. Molto con calma. All’uscita non è ancora l’alba e neppure il crepuscolo però fa freddo e c’è neve, non molta ma parecchio ghiacciata. Cerco di andare verso il basso ma scivolo e allora seguo la traccia nella neve che porta verso il sentiero CAI n°129. Molto più semplice. Arrivati alla strada ci rendiamo subito conto che siamo bloccati con le macchine. La neve non è molta ma ci sono una serie di slavine lungo la strada che impediscono di passare, purtroppo si è accumulata tutta lì ed ha ghiacciato subito e di brutta maniera! Sconvolti per la cosa non ci resta che organizzarci nei giorni a seguire per risolvere il problema(come poi abbiamo fatto con una ruspa di un mestierante fino a Fociomboli e la ruspa di Luca fino al 17° più qualche pala a mano...). In tutto le macchine bloccate sono sette, tutti speleo. Stavolta l’abbiamo fatta grossa ma l’abbiamo anche risolta... Abbiamo poi saputo che ha nevicato fra l’una e le sei del pomeriggio. In effetti quando siamo entrati la situazione non era così drammatica e anche se c’era l’allerta neve le previsioni davano miglioramento in serata e così non ci immaginavamo tanta neve. Ci servirà da lezione per la prossima volta.

 

Descrizione generale del percorso:

Entrando dal 19esimo arriviamo al pozzo del Romean un P25, si scende un saltino su frana con una corda su naturale, attraverso un passaggio basso e si scende la sommità di un meandrino fino alla corda che porta alla sala dello stealth, si attraversa la sala in discesa ed in disarrampicata arriviamo al P40, che immette su una forra che sarà quella non lasceremo quasi mai e ci porterà al pozzo finale.

Alla base del P40 troviamo un traverso e un saltino di pochi metri, un passaggio basso ci porta all'inizio di questa stupenda forra, un saltino di una decina di metri per poi risale in una saletta, da qui un passaggio stretto ci riporta sulla via principale, si può notare il contatto tra marmi e scisto dove la forra fa una curva a destra, noi risaliamo poco prima dove troviamo segni di passaggio, una lastra di marmo forma un ponte che ci permette di arrivare ad un bel pozzo valutato un P20 alla cui base troviamo un laghetto, la forra ora è più grande, a destra, rispetto alla direzione di marcia, ci sono diversi profondi sfondamenti che superiamo restando in alto, un paio di salti in disarrampicata e si giunge ad una corda che risale, un P15 molto sporco su frana, una sala e con un paio di saltini si ritorna sul meandro che che seguiamo fino ad un traversino usciti dal quale troviamo un caposaldo numerato 101, da qui la strada diventa meno evidente, ma alcuni segni di passaggio ci portano su un saltino P12 e poco più avanti un altro P15 che finisce in una zona franosa che risaliamo in arrampicata subito dopo scendiamo un P20, e un P25 alla cui base parte un meandro stretto, che si immette sul pozzo finale un P70, con l'armo ci si sposta oltre un ponte di roccia, e dopo altri 3 frazionamenti arriviamo alla base del pozzo, da qui si risale sulla parte pulita e ci colleghiamo alla via che porta al campo base Erica.