Bilancio Idrologico - Conclusioni
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- Pubblicato: Giovedì, 15 Ottobre 2009 14:40
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- 15 Ott
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In conclusione i calcoli relativi ai bilanci idrologici, sia che si riferiscono ad interi domini idrogeologici, o parte di essi, possono essere sviluppati in modi diversi a seconda delle caratteristiche del territorio sia superficiale e in particolare quello sotterraneo.

P:precipitazione, E:evapotraspirazione, Ie:infiltrazione efficace, A:afflussi da altre unità, T:trasferimenti ad altre unità, D:deflusso idrico globale, Q:prelievi da attività antropiche
In sintesi un bilancio può essere sviluppato come segue:

viene calcolata la precipitazione media annuale “P” espressa in mm, a questa vengono sottratte le perdite per evapotraspirazione “E” calcolate in modo empirico per ottenere il deflusso globale presunto che nel caso di un massiccio carsico possiamo definirlo come infiltrazione ”Ip” presunta in quanto riteniamo trascurabili i ruscellamenti superficiali “R” , con il coefficiente di infiltrazione otteniamo l'infiltrazione efficace “Ie” che può essere trasformata in m3/sec (moltiplicando per 103 si attiene L/sec) semplicemente moltiplicando l'altezza dell'acqua (espressa in mm/anno) per l'area del dominio idrogeologico (espressa in Km2) e infine diviso per i secondi in un anno (31536 * 103) al dato cosi ottenuto vanno sommati le eventuali stime degli apporti idrici “A”, ottenendo un ipotetico risultato di deflusso che sarà verificato con la misura diretta dei volumi in uscita dalle emergenze se la relazione ha uno scarto medio del 10% possiamo affermare che il bacino idrogeologico é stato ben delimitato.
Questo metodo non è completamente esaustivo, ma ci permette di comprendere meglio il territorio e ci fornisce un'eventuale base da cui partire come studio del bilancio idrologico in quanto altre variabili possono influenzare l'equazione di equilibrio tra l'acqua in entrata e quella in uscita da un sistema carsico ovvero:
{ P + Ae + C } = { Ie + A } + { E + T + Q }
Entrate Uscite Perdite
Dove :
“Ae” sono le alimentazioni per infiltrazione da alveo fluviale, “C” rappresenta la condensazione, l'aria contiene vapore acqueo l'umidità esprime questa quantità in grammi contenuta in un m³ d'aria essa varia tra lo zero ed il valore massimo, detto limite di saturazione, oltre il quale l'acqua non può più restare dispersa nell'aria allo stato di vapore ma comincia a condensarsi. Il limite di saturazione non è fisso ma cresce con la temperatura dell'aria, in altri termini l'aria più calda può contenere più acqua allo stato di vapore che non l'aria fredda. Per esempio a 10° C 1 m³ d'aria è satura con 9g di vapore, mentre a 25° C ne può contenere fino a 23g. Nel caso in cui la temperatura da 25° C passa a 10° C vengono rilasciati 14g di acqua per m³.
“T” sono le perdite verso altre unità idrologiche, “Q” prelievi da attività antropiche.
Considerazioni: ai fini speleologici conoscere e calcolare il bilancio idrologico, la quantità d'acqua in entrata ed in uscita di una determinata area, può non avere molto senso, se non siamo interessati alle riserve idriche, al suo utilizzo ed eventuali contaminazioni delle stesse, ma la conoscenza e lo studio del territorio analizzato a livello idrogeologico, rappresenta uno strumento in più nell'individuazione di eventuali cavità ipogee, in cui l'esplorazione è il fine della speleologia.
Bibliografia:
P.Celico – Prospezioni Idrogeologiche 1986
M.Greppi – Idrologia 2005
A.Feliccia – Corso di Idrogeologia
E. Preziosi, L. Piccini – Idrogeologia carsica : le indagini speleologiche come strumento di prospezione e ricerca.
M.Mecchia – Ricerche idrogeologiche di spedizione – La Venta.1995
F.Cossutta – Idrogeologia dei sistemi carsici.
Paolo Brunettin
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