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Traversata Becco - Serpente - corchia

  • Categoria principale: ROOT
  • Pubblicato: Giovedì, 28 Ottobre 2010 21:04
  • Visite: 12307
  • 28 Ott
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Indice articoli

 

 

Siamo in corchia, gli ambienti e la morfologia sembrano cambiare, attraversiamo gallerie fossili molto concrezionate prima di giungere sul pozzo Nostradamus e alla sala di crollo omonima,

si scende tra blocchi di frana, un altro pozzetto e l'aria di circolazione diventa più intensa, giungiamo, non a caso, alla sala dei Venti, si scende ancora, qualche falso piano e si arriva al campo base dove ci riposiamo e dividiamo minestrine calde (merito dei triestini) un po di riposo e poi si riparte,

meandri, gallerie e pozzi,bellissimi! Siamo alla sala Manaresi, è fatta, la traversata può dirsi conclusa, mancano gli scivoli, il pozzo delle Lame e poi il Portello,

pozzi che già conosco, ma che mi emozionano sempre, ancora qualche arrampicata in libera per evitare il saltino Giovanni, come buona parte del percorso, e si arriva alle passerelle della grotta turistica,

sembra assurdo ma le scale ci spezzano le gambe e poi, per finire, via sulla risalita dei pompieri che senza corda si arrambica in libera è facile ma le ore di permanenza in grotta si fanno sentire ed occorre un'ultima dose di concentrazione, ma in 10 minuti circa siamo fuori, ore 01:30.

Pensavamo di trovare la pioggia e invece lo spettacolo dalle montagne al mare notturno tempestato di luci dei paesi sottostanti, si apre a noi, ci sediamo e ammiriamo in silenzio per 5 minuti questo teatro della natura e sentiamo che qualcosa è cresciuto in noi, che abbiamo condiviso una bella esperienza e che personalmente mi ha aperto il cuore. Scendiamo a valle verso le macchine per cambiarci fra 2 ore usciranno anche gli altri e intanto ci organizziamo. Tra qualche ora divideremo anche un bel pranzo dalla Piera tutti insieme, ci rimane un po' di tempo per dormire e riposare. Ringrazio i triestini che mi hanno offerto la loro stanza. Un sogno, una realtà, una grotta si mescolano, e so già che al risveglio ci penserò ancora per qualche giorno. Un caro saluto al popolo speleo, un popolo illuminato.

Anna