SPELEOLOGIA:tra scienza,esplorazione e immaginario - Il fenomeno carsico
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- Pubblicato: Mercoledì, 28 Luglio 2010 17:15
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Il fenomeno carsico .
Un M.A. fa intervennero le glaciazioni. Terminata l'era glaciale, lo scioglmento di enormi strati di ghiaccio ha provocato la nascita di torrenti impetuosi che, trascinando a valle detriti, incisero la roccia erodendo i fianchi delle montagne. E' in questa fase che ha avuto inizio la formazione delle cavità cosiddette carsiche ( il nome carso, ha radici antiche pre – indoeuropee Kar – Karsa – Karra – Garra dal significato di roccia, pietra, terreno sassoso, fino ad arrivare al termine di uso internazionale di Karst ), così numerose nelle Apuane: le acque piovane e da disgelo, arricchite di anidride carbonica, penetrano nelle fratture e la corrosione chimica (l'acqua contenente anidride carbonica scioglie le rocce carbonatiche) e l'erosione le arrotonda e le allarga. Man mano che l'erosione procede, le acque trovano nuove fratture, che vengono a loro volta invase e corrose. Si crea così un dedalo di gallerie e le acque scendono sempre più in basso fino a raggiungere lo zoccolo antico, che resiste alla corrosione (essendo silicatico e non carbonatico). E' cosi che si sono formate le numerose grotte delle Apuane di cui le più importanti sono: Abisso Fighiera, Abisso Farolfi, Abisso Valinor, Buca dell'Eolo ( tutti collegati tra loro a formare l'antro del Corchia), Abisso Baader-Meinhof (probabilmente anch’esso collegato), Abisso Olivifer (1200m), Abisso dello Gnomo (900m), Abisso Roversi, Grotta del Vento, Buca dell’Omo selvatico, Tecchia d’Equi (ricca di reperti paleontologici), Grotta d’Equi e molti altri, anonimi ed inesplorati.










